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regole per il lavoro a domicilio
Lavorare da casa: È una vera rivoluzione, più grande di quanto si possa immaginare: Il perché è subito spiegato. Oggi chi lavora in una determinata sede viene pagato non solo per quello che fa ma per le ore che lavora: Il giorno dopo, si ricomincia da capo.

Definizione[ modifica modifica wikitesto ] Nell'ordinamento italianol'istituto del lavoro a domicilio è stato regolato dalla legge 18 dicembre n. Quando si riscontrano attività lavorative che non richiedendo l'utilizzo di attrezzature e macchine di rilevanti dimensioni e costi, né l'impiego di una consistente forza lavoro, possono essere espletate anche presso il regole per il lavoro a domicilio del lavoratore.

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Il lavoro a domicilio viene preso in considerazione dall'articolo del codice civile, che estende al suo ambito le norme sul lavoro nell'impresa quando compatibili. Il concetto di subordinazione[ modifica modifica wikitesto ] Il lavoratore a domicilio resta a tutti gli effetti un lavoratore subordinato.

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Egli deve infatti: Si considera infatti lavoratore subordinato il prestatore che sia "tenuto ad osservare le direttive dell'imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche e i requisiti del lavoro da svolgere", e che svolga la prestazione con lavoro proprio e di familiari, senza l'ausilio "di manodopera salariata e di apprendisti".

La giurisprudenza ha chiarito che la subordinazione non è esclusa dall'eventuale esecuzione di commesse in favore di più datori di regole per il lavoro a domicilio Cassazione, Attività vietate[ modifica modifica wikitesto ] L'art.

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I soggetti[ modifica modifica wikitesto ] La legge prevede che i lavoratori a domicilio debbano essere iscritti in un apposito registro tenuto a cura dei Centri per l'impiego. I datori di lavoro che intendano avvalersi di lavoratori a domicilio sono tenuti ad iscriversi in un apposito "registro dei committenti", tenuto dalle Direzioni provinciali del lavoro.

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  • Oltre alle direttive, il datore di lavoro ha anche il potere di controllo sul lavoratore.
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  • Inoltre, se il contratto collettivo lo prevede, il datore di lavoro deve comunicare i nominativi dei lavoratori a domicilio alle rappresentanze sindacali.

La retribuzione[ modifica modifica wikitesto ] Il calcolo della retribuzione avviene in base al sistema delle tariffe di cottimo pieno, fissate dai contratti collettivi di lavoro. La contrattazione collettiva determina convenzionalmente il tempo che un lavoratore di regole per il lavoro a domicilio capacità impiega a svolgere la lavorazione oggetto della commessa.

Se il contratto collettivo non prevede le tariffe di cottimo, la legge dispone che esse siano determinate da una Commissione a composizione mista lavoratori - datori di lavoro istituita presso le Direzioni regionali del lavoro.

I contratti collettivi prevedono inoltre ulteriori voci retributive, quali il trattamento di fine rapportola maggiorazioni per il lavoro festivo o notturnoil rimborso spese per l'uso di attrezzature di proprietà del lavoratore.

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Il lavoro concretamente svolto dal prestatore risulta da un apposito registro aziendale in cui vengono riportate le commesse e da un libretto personale di controllo, tenuto dal lavoratore, in cui sono annotate le singole consegne, il tipo di lavoro da eseguire, la qualifica del prestatore, la misura della retribuzione, le eventuali maggiorazioni.

Altre specificità[ modifica modifica wikitesto ] In generale, non trovano applicazione al lavoro a domicilio regole per il lavoro a domicilio seguenti norme: Ai lavoratori a domicilio è esteso il regime delle assicurazioni sociali obbligatorie contro invalidità e vecchiaiamalattiamaternitàdisoccupazioneinfortuni e assegni per il nucleo familiare.

È invece esclusa l'applicabilità delle norme sulla cassa integrazione guadagni.

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